La spesa sanitaria pubblica in Italia continua a destare preoccupazioni, posizionandosi al di sotto della media dei Paesi OCSE e dell'Unione Europea. Secondo un'analisi della Fondazione Gimbe, nel 2025 la spesa si è fermata al 6,2% del PIL, un leggero decremento rispetto al 6,3% dell'anno precedente, mentre la media OCSE si attesta al 7,1%. Questi dati, provenienti dall'Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE), sono stati resi pubblici in vista del dibattito sulla prossima legge di Bilancio.
Una Questione Strutturale
Il presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta, ha sottolineato come il cronico sottofinanziamento pubblico rappresenti una delle principali criticità del Servizio Sanitario Nazionale (SSN). Cartabellotta ha dichiarato: "Questo sottofinanziamento ha indebolito la capacità del sistema sanitario di garantire pienamente l'accesso alle prestazioni sanitarie di base."
Confronto con Altri Paesi
L'Italia si posiziona dietro 14 Paesi europei per la percentuale di spesa sanitaria pubblica sul PIL. Il divario è particolarmente evidente rispetto alla Germania, dove la spesa sanitaria rappresenta l'11% del PIL, e con Paesi come Francia e Svezia, che superano l'Italia di circa tre punti percentuali.
Implicazioni Futuristiche
Questa situazione pone l'Italia all'ultimo posto tra i Paesi del G7 per spesa pubblica pro-capite, una circostanza che richiede una rapida inversione di tendenza attraverso interventi mirati nella prossima legge di Bilancio. La Fondazione Gimbe ha lanciato un appello per un aumento significativo della spesa sanitaria per evitare ulteriori ripercussioni negative sulla salute pubblica.

